Gioia donata, gioia rubata

Inganni

Pensavo di averlo protetto con attenzione.

Attorno avevo avuto cura di mettergli della carta, poi un po’ di ovatta, nuovamente della carta e poi un nastro per dare il senso dell’allegria.

Il mio cuore era li dentro, stava guarendo.

Aveva preso confidenza con il termine morte.

Ho accettato inviti, cene, fine settimana, uscite varie.

Portavo la testa, il sorriso, la leggerezza ma lui restava in disparte non era pronto.

Poi così, un po’ a sorpresa come è la vita me lo sono ritrovato assieme alla testa, al sorriso e alla leggerezza fuori ad un terzo appuntamento.

Stavamo bene, in protezione ma bene.

Prima gli hai tolto il fiocco, senza fretta, ripiegato messo via da un lato con precisione.

Poi il primo strato di carta protettiva e hai sorriso lasciando intendere “lo tratto bene stai tranquilla, sono qui per te”

Poi ha tolto un po’ di ovatta e l’hai fatto cadere, secondo me non era per sbaglio.. e si è fatto male.

L’ho ripreso e messo al sicuro.

Volevo solo portarlo via e risistemarlo lontano dal mondo.

Tu hai tanto insistito, che era stato un errore.. solo un errore commesso in buona fede.

Un errore può capitare, non tutti sanno maneggiare il mio cuore.

Dopo tante parole e rassicurazioni ti ho permesso di riprenderlo in mano.

Come stavamo bene, testa, sorriso, leggerezza, cuore, mani, bocche, gambe.

Un miscuglio di dolcezza ed energia. Pensavo solo a come stavo bene fusa con te senza confini.

Li, sorridendo, hai preso il mio cuore, hai tolto delicatamente l’ovatta che avevo rimesso, l’hai appoggiato nella tua mano e hai stretto.

Non avevo visto le piccole lame, ero distratta dai baci.

Le ho sentite entrare, ferire, bruciare

Il sangue non si è visto, c’era ancora uno strato di involucro ora è tutto appiccicato.

Ho fatto la doccia preso il mio cuore, la testa, il sorriso la leggerezza e sono andata via.

Come è brutto l’inganno, si veste di gioia e ti ruba la gioia.

Si prende la fiducia, si prende il bello che stai vivendo, si prende i ricordi che non avrai.

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