il giorno che non c’è

Un giorno in più..
il giorno che non cè
forse bisognerebbe usarlo in modo speciale, regalaselo, organizzare una fuga dalla propria giornata standard, come fare sega a scuola:
zaino pronto per la giornata a scuola ma non entri e scegli di fare un giro al lago, oppure in centro, oppure passare la giornata in un caffè con un libro

Il mio non è stato così.. lavoro d’ufficio e smaltimento di parte della documentazione accumulata

è un momento complicato, una persona che è diventata particolarmente cara negli ultimi anni rischia di non avere più “tanti giorni in più”.. e questo mi porta a pensare all’importanza di fare ciò che davvero si desidera e ci rende felici, o meglio a cercare di farlo..

io quello che mi rende davvero felice non ho ancora imparato a definirlo con precisione, però mi sento di dire che:
– mi sento felice quando sono serena
– mi sento felice quando bacio mio figlio
– mi sento felice quanto dormo fra le braccia di chi amo
– mi sento felice quanto sono in viaggio
– mi sento felice quanto leggo
– mi sento felice quanto sento il mare

I momenti di felicità sono fotografie che restano nella mia memoria, che posso vedere quando voglio e mi fanno sorridere.

in questo complicato momento sto cercando di capire cosa potrebbe fare felice, almeno per pochi momenti, questa persona e per quel poco che posso cerco di creare quei momenti di sorrisi spontanei, di risate che scaldano il cuore a lei ora e che formeranno i ricordi di mio figlio quando lei non ci sarà più

Micol Morelli
caderefamale.blogspot.com

3 commenti a “il giorno che non c’è

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