egoista o altruista: che genitore sei

Dopo attenta e prolungata osservazione nell’educazione dei figli ho sviluppato una delle mie tante teorie: esistono genitori egoisti e genitori altruisti.

osservare a distanza
crescere liberi


Il genitore egoista cresce il figlio in modo che debba avere sempre bisogno di lui.

E’ perennemente presente, lo aiuta in tutto, non lo lascia mai da solo, interviene prima ancora che il figlio chieda supporto.

Mette in ordine la stanza, lo aiuta a fare i compiti, la cartella, a gestire le amicizie, a vestirsi, gli taglia la carne, gli sbuccia la frutta, lo accompagna ovunque, gli cucina le cose che gli piacciono, a volte cucina cose diverse per accontentarlo.

Il lavoro del genitore egoista inizia presto, direi in culla: lo tiene vicino per prenderlo in braccio appena piange, lo continua ad imboccare anche quando è in grado di farlo da solo, spesso adducendo scuse legate a: a lui piace così; se non lo imbocco non mangia; se fa da solo si sporca ecc ecc.

Il lavoro prosegue a scuola, il genitore egoista è quello che dice “Dobbiamo fare i compiti, abbiamo storia da studiare, abbiamo preso 8, ” è quello che si siede a fianco del figlio per i compiti, che lo aiuta, che gli fa i riassunti, gli schemi, che gli prepara la cartella, che gli dà la focaccia al posto della frutta “poverino così mangia”.

Il genitore egoista accompagna il figlio ovunque e rimane a osservare, a commentare, a parlare con il coach, a indagare sugli altri genitori per capire dove si posizione sulla classifica dei più bravi.

Il genitore egoista a casa fa tutto lui: pulisce, lava, cucina, fa la spesa, riordina, stira. Tutto deve essere supervisionato.

Il prodotto del genitore egoista è: un figlio dipendente. che probabilmente lascerà il nido molto tardi, se lo lascerà…emotivamente potrebbe rimanere figlio per sempre e non trasformarsi in un adulto.

Il genitore egoista avrà raggiunto il suo scopo, avere il figlio legato a se, vicino a se con una forma di collare trasparente con un raggio di azione limitato. Sarà spesso a casa, presenterà la compagna o il compagno se e quando ci sarà, farà un lavoro concordato e vivrà solo i margini di una vita piena.

Il genitore altruista pensa che un figlio appartenga anzitutto a se stesso e che quindi il suo vero compito sia quello di regalargli un bagaglio di conoscenza sua, personale, dove il saper fare sia alla base di tutto.

Gli insegnerà a credere in se stesso sin da subito, permettendogli di sperimentare, di provare, di sbagliare e di fare tutto con le sue forze.

Il figlio dovrà imparare a mangiare da solo, a relazionarsi con il mondo senza avere uno chaperon, imparerà che la vita è una meravigliosa avventura e che quante più cose saprà fare in autonomia, come studiare, prendersi cura di se, delle sue cose, di partecipare attivamente a tutti i lavori di casa, tanto più bagaglio di conoscenza porterà con se nella vita.

Il genitore altruista a un solo scopo: creare un individuo che abbia la possibilità di decidere della sua vita avendo a disposizione le armi della conoscenza e dell’autonomia.

Essere genitori altruisti comporta insegnare con la capacità di non prevaricare, di mostrare con l’umiltà di accettare che la propria visione non sia l’unica.

Credo che la dimostrazione di amore più grande che possa dare a mio figlio sia quella di renderlo libero di essere se stesso, nutrendolo di conoscenza, di stima nelle sue capacità e di alimentare continuamente la fame del sapere del mondo.

Poi, ci sono i NON genitori come l’Imbecille

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