La parola FINE prima o poi arriva.

Non mi era quasi mai capitato di fare pensieri legati alla morte.
Ora invece ci penso di frequente.
La famosa frase: un giorno ci sei e il giorno dopo non più..
Negli ultimi 10 anni per ragioni anagrafiche ho dovuto salutare nonni, zii e suocera.
Per quanto fossero perdite annunciate da malattia o da età, lasciano domande aperte.
Guardando poi le foto che li riguardano o ascoltando racconti di cose accadute mi rivengono in mente le immagini.
La vita ha una fine è una certezza.
Il ricordo svanisce è una percezione.
La memoria se non è tramandata si affievolisce e poi si dissolve.
Le cose a cui penso:
- chi muore avrà detto, fatto, sistemato quello che desiderava?
Cosa mi rispondo? Se subentra una malattia probabilmente ci ha provato a sistemare le cose, a far pace con chi doveva, a salutare le persone care e a sistemare gli affari.
Mia suocera aveva lasciato istruzioni precise che comprendevano anche il colore delle scarpe da metterle, ma non so quanto sia stato rispettato di quello che aveva deciso. Erano delle indicazioni e non delle volontà, il fatto che l’unico nipote adorato non abbia ricevuto neanche una foto o un oggetto in memoria mi lascia pensare…che l’Imbecille abbia agito secondo la sua testa e non secondo le volontà.
Mia nonna ha avuto una vita piena, due mariti, 3 figli, due guerre. Ha visto gioie e dolori, ha costruito più volte la sua vita, ha riso, pianto, ballato e picchiato. Se qualche cosa doveva dirlo secondo me l’aveva detto.
L’altra mia nonna non so.. era ambigua da viva nel senso che non capivi mai che cosa pensasse davvero.. che boh
Se la morte arriva improvvisa, non hai scelta.. quello che hai fatto o quello che hai detto rimane li per sempre.
- chi muore rimane in qualche modo per un po’ “nell’aria”?
Mi è capitato di sognare in modo chiaro e nitido chi non c’è più e ricevere messaggi.
Mi hanno detto di aver visto la nonna ricongiungersi con un bel ragazzo dalle fattezze di suo figlio maggiore morto tanti anni prima. Lei sorrideva andandogli incontro. Ed io ho sorriso con il cuore a sentire ciò. Indipendentemente dal credere o no, l’immagine della nonna che sorridente saluta mi ha aiutata a salutarla.
Quindi spero che si possa avere la possibilità di salutare o in sogno, o dal vivo chi si ama.
Credo anche che chi resta debba aver l’animo pronto ad accogliere questo saluto.
- chi muore viene ricordato e rispettato per quello che era?
Crede che questo dipenda esclusivamente da quanto ti sei fatto conoscere realmente in vita. Da quanto hai permesso agli altri di connettersi con te.
Il ricordo è la persona reale che era o l’idea della persona che era di colui che racconta..
Mia nonna è sempre lei raccontata da me e da mia sorelle o da mia cugina?
Lei forse si era trasparente..
Maggiori dubbi li nutro su mia suocera. Ha sempre avuto la capacità di farsi amare e odiare in contemporanea. Io ho scelto di ricordarla nella totalità delle esperienze avute, sia l’anima di diavolo e di angelo. Era unica per questa ragione.
Chi ha conosciuto solo l’angelo la vede perfetta; chi ha conosciuto solo il diavolo ricorderà solo gli aspetti negativi (ma la ricorda), chi l’ha osservata in tutti gli aspetti deciderà.
Nel mio caso non amo la perfezione, quindi la ricordo sorridendo. Abbiamo legato solo dopo la separazione da suo figlio (l’Imbe).
Se morissi io come mi ricorderebbero? Sono in pochi a conoscermi davvero. Chi mi conosceva meglio non è più in vita.
Chiederò nelle mie volontà di rendere pubblico il blog con il nome vero. Sperando di vedere le facce e le reazioni di chi non lo sa.
Mio figlio mi conosce? Attualmente è un adolescente, quindi conosce esclusivamente le sue esigenze. Il pre-adolescente mi conosceva benissimo, sono certa che anche l’adulto ricorderà tutto.
- i segreti muoiono?
Io credo che tutti abbiano dei segreti, chi innocenti chi letali.
I segreti letali possono stravolgere la vita di chi resta e modificare il ricordo di chi lascia. Ma chi ha lasciato è stato forgiato anche da quel segreto.
Credo che i segreti possano essere svelati sono se possono anche essere accompagnati da delle spiegazioni, che possono essere date solo dal protagonista.
Porto l’esempio dell’artista: ognuno di noi può dare una interpretazione ad un opera, ma solo l’artista sa davvero cosa lo ha portato a crearla.
Magari “La Gioconda” per Leonardo è stato un lavoro di semplice routine senza tutte le sottigliezza e il bla bla che gli gira attorno. Magari mentre faceva il ritratto commissionato pensava alla tipa vista alla locanda, o al fatto che aveva dei conti da pagare, o che aveva finito il colore. Noi possiamo dire che cosa proviamo a guardare il ritratto, ma non che cosa voleva dire l’artista. Possiamo fare delle ipotesi ma non decretare certezze.
Io non ho segreti, dovessi quindi andarmene oggi non lascio misteri nascosti, lascio solo delle opere incompiute:
- mio figlio
- il libro
- il blog
- la vita
- dimenticavo anche la dieta e la palestra
