Guerra
Me lo ricordo ancora quando da bambina ho vissuto i giorni di una rivoluzione. In un attimo tutto il mio mondo era cambiato.
La guerra che arriva e non bussa, sfonda semplicemente i portoni entra e si appropria delle vite ti tutti.
Ricordo il senso della paura misto a quello dello stupore; qualche cosa alla quale non avevi mai pensato.
Il rumore degli spari, la tensione sui visi dei miei genitori, la luce che non funzionava più, il coprifuoco,
la scuola chiusa, sprazzi di conversazioni sentite fra gli adulti, il tentativo di capire cosa stava accadendo..
I miei che sceglievano il punto più sicuro in casa e li stendevano i materassi per poter dormire più al sicuro.
Il nonno che usciva per fare la spesa di quel poco che si trovava
La nonna che faceva il pane in casa e cercava di rendere normale la follia
Io e mia sorella che per distrarci giocavamo alla rivoluzione e salvavamo le nostre bambole.
In quei giorni ho imparato a:
- giocare a carte con il nonno (ogni volta che gioco mi viene in mente e sorrido)
- a ricamare con la nonna (ho ancora dei piccoli lavori che conservo)
- a leggere la musica con mia sorella (adoro sentire quando suona il piano)
Ricordo anche di quanto mi mancava andare a scuola, di come non mi potevo affacciare alla finestra che era pericoloso, del rumore degli spari, della luce dei bengala, della paura di veder uscire i miei cari e di rimanere con il fiato sospeso fino al loro rientro.
E noi eravamo privilegiati… con passaporto italiano in attesa di rientrare in patria.
Quello che sta accadendo in questi giorni è destabilizzante..
Una follia degli uomini che vogliono, vogliono e sempre di più vogliono
Che la follia si fermi e che la ragione vinca.
Che il senso di responsabilità e di condivisione possano avere il sopravvento
Questo mondo è davvero molto piccolo, l’unico modo e averne cura assieme.
